BOVES PADEL CLUB

22 Febbraio 2019

/tesi

Impaziente di fotografare la fotografia che stavo guardando, ricordo che quel tizio mi fece sentire come “in mezzo”. Mi spostai e gli chiesi scusa. Forse, avrei dovuto dirgli grazie.

 Abstract 

La profondità dell’informazione nella proliferazione di immagini condivise sui social network nella società odierna caratterizzata dall’elevata diffusione della fotografia. Si analizzano secondo la relazione tra fotografie e testo, le informazioni presenti nelle fotografie e didascalie esposte in una mostra fotogiornalistica, le fotografie e il testo dei post sulla mostra stessa condivisi su Instagram dai visitatori con profilo pubblico. La mostra presa in analisi è “ World Press Photo 2018 ”, tenutasi a Torino in Piazzale Valdo Fusi nel palazzo dell’Ex Borsa Valori di Torino dal 12 Ottobre 2018 all’11 Novembre 2018. L’obiettivo è dunque quello di analizzare la presenza e la profondità dell’informazione nei post relativi alle fotografie secondo la relazione iniziale. Il progetto finale consiste nella comunicazione visiva dei risultati che questa analisi offre sotto forma di un prodotto cartaceo.

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quattro

08 Marzo 2022

/quattro

«Rimasi molto colpito , perché avevo avvertito che il suo modo di guardare era diverso dal mio. Quella che per me sarebbe stata un’immagine da cogliere nei suoi aspetti complessivi – tecnica di esecuzione, qualità, equilibrio formale, ecc. – per lui rappresentava una storia che andava letta nei particolari, un racconto pieno di pause e di accelerazioni, di accadimenti, di segreti. In pratica dove io avrei visto delle masse chiaroscurate, l’altro vedeva un film. »
Franco Vaccari

Solitudine 

#004   |   02/11/2020, 17:57   |   44°17’50.0″N 7°33’05.7″E

  Rosbella – Boves | Italia


tre

18 Febbraio 2022

/tre

«Rimasi molto colpito , perché avevo avvertito che il suo modo di guardare era diverso dal mio. Quella che per me sarebbe stata un’immagine da cogliere nei suoi aspetti complessivi – tecnica di esecuzione, qualità, equilibrio formale, ecc. – per lui rappresentava una storia che andava letta nei particolari, un racconto pieno di pause e di accelerazioni, di accadimenti, di segreti. In pratica dove io avrei visto delle masse chiaroscurate, l’altro vedeva un film. »
Franco Vaccari

 Un’energia rara 

Il sole tenace colorava ancora il cielo, la luna timida entrava in scena, mentre pian piano la notte si prendeva con sé l’orizzonte, così che dopo le dune diventava facile immaginarsi altre dune. Sembrava di essere nel deserto, ma col silenzio di un oceano a due capriole di distanza. Uno spettacolo senza fine.

E noi fermi lì a guardare. Ricordo immenso stupore, meraviglia, infinita gratitudine, per qualcosa che manco sapevamo bene come fosse possibile accadere: intendo tutta quella bellezza assieme che si trasforma in una forza vitale, che ti dà energia e ti toglie le parole. In un attimo di lucidità poi, capisci la fortuna di vivere quel momento, pur continuando a non capirne il perché, ed esplodi.

Che anche la bellezza abbia un limite?

Come un vulcano, a un certo punto per forza esplodi, come un bambino felice che in balia del momento, senza farsi troppe domande, fa. Energia pura. Prendi la sabbia e inizi a tirarla più in alto possibile. Un gesto liberatorio, una scarica di adrenalina verso l’alto. Ogni manciata di sabbia, diventa un urlo silenzioso: energia che per un attimo prende forma, uno slancio di vita che poi muore a terra.

Come se nulla apparentemente fosse successo.
Eppure ricordo che quella notte a nostro modo cambiammo un po’ il mondo, trasformando la bellezza in energia.

#003   |   14/09/2018, 21:14   |   27°44’43.9″N 15°34’17.6″W

Dune di Maspalomas – Gran Canaria | Spagna


due

09 Febbraio 2022

/due

«Se una foto mi piace, se mi turba, io v’indugio sopra. Che cosa faccio per tutto il tempo che me ne sto davanti a lei? La guardo, la scruto, come se volessi saperne di più sulla cosa o sulla persona che essa ritrae.»
Roland Barthes

La prima scoperta

Alcune fotografie non so quante volte le avrò viste, alcune le vedo tutti i giorni. Mentre loro, stanno lì, a guardare me. Sanno tutto di me. Potrei dire che mi rappresentano. Sono come tatuaggi, ognuno con una storia da raccontare.

Qui per esempio, è la prima volta che ho vissuto, goduto, della fotografia nella sua purezza: gioco e curiosità, un’amica fedele, alla scoperta del mondo. Mi piace pensare che sia questo l’istante, la luce, nella quale io abbia scoperto la fotografia, ed imparato a guardarmi attorno sempre con occhi nuovi.

#002   |   29/08/2015, 10:52   |   0°08’25.3″S 34°47’54.9″E

Ci sono momenti però, che non basta una fotografia a raccontarli, a ricordarli. Sono molto di più: sono viaggi, sono esperienze, racconti, persone. Sono tutto.

Buoye, Kisumu | Kenya


uno

24 Gennaio 2022

/uno

«uno scambio di energia, un evento,
[che] unisce il mondo in forza della sua stessa premessa:
che le cose sono in connessione e si scambiano di energia»

Mary Ruefle

Minuscoli

Tra mare e cielo quasi incapace di distinguerli, in balia del nulla, del tutto.
Sono fermo, irrequieto, a guardare.

Siamo fatti di terra, mare e cielo.
Energia pura, in cerca di senso.

E così, è per me la fotografia: energia.
Mi provoca, mi stimola, mi culla, mi sorprende, mi fa incazzare.

Mi tiene vivo.

Non solo occhi, la fotografia ha a che fare con l’anima.
È una ricerca, una scoperta continua.

Siamo minuscoli in un mondo infinito.

#001   |   16/10/2019, 12:26   |   9°44’31.8″N 99°58’26.7″E

Koh Phangan | Thailandia


zero

17 Novembre 2021

/zero

«Fare fotografie significa riconoscere contemporaneamente il fatto stesso e la rigorosa organizzazione di forme percepite visivamente che gli da significato. È mettere la testa, l’occhio e il cuore sullo stesso asse»
Henri Cartier-Bresson

 Senza andare di fretta 

È successo che la fotografia mi ha sorpassato, andando più veloce di me. Non sembrandomi più il frutto di un gesto pensato, di una ricerca, ma solamente quello di un’abitudine, addirittura, di una finta necessità. 

Troppe. Ovunque, dappertutto.
Scattate e dimenticate.

Mi sono accorto che ormai scatto fotografie più per la facilità, la rapidità del gesto, che per desiderio. È così semplice, fare una fotografia, che tutti i momenti sono un occasione. Così di quell’insieme di testa, mani, occhi e cuore di cui la fotografia è puntualmente un testimone, sono sopravvissuti solo gli occhi. Ogni volta, infatti, mi ritrovo con un subisso di fotografie, alcune credo di non averle ancora mai viste.
Di non averle neppure mai vissute. 

Pesano poi tutte insieme quelle fotografie.
Rubano tempo e spazio, oltre quello che già hanno rubato. 

Vorrei allora, ritrovare il tempo per guardare, per vivere
tutte quelle storie, quelle fotografie.

Senza fretta.

Vista dal Bec du Corn – Rosbella | Boves